mercoledì 8 aprile 2026

Erasmus a Otzenhausen

 Tra diritti e democrazia: da studenti a cittadini europei



Foto della professoressa A. Pala
Dal 28 febbraio al 6 marzo 2026, io e altri 11 ragazzi dell’istituto abbiamo preso parte al progetto Erasmus “Our democracy? Equal Rights!” ad Otzenhausen accompagnati dalla professoressa A. Pala e la professoressa A. Cataudella. 
Sono stati giorni ricchi di attività, giochi, emozioni e legami, legami che sono nati prima ancora di partire. Spesso quando si parla di Erasmus si racconta solo dell’esperienza in sè, ma stavolta vorrei partire da ancora prima: il primo incontro a scuola mi sono trovata in una stanza con ragazzi che non conoscevo, tutti appartenenti a corsi ed anni differenti; eppure già respiravo a pieni polmoni l’aria di Erasmus, un’aria che profumava di ricordi delle esperienze passate. Eppure, qualcosa di unico e particolare c’è stato. 

Foto di Mariausilia Buffa

Una volta arrivati, ci siamo sistemati nelle stanze e ci hanno accolto con tè e biscotti, successivamente abbiamo conosciuto i professori dell’accademia che ci avrebbero accompagnati per tutta la durata del seminario. Spiegare a parole ogni attività sarebbe riduttivo, ognuna di esse è stata tanto educativa quanto divertente e qualcuna emotivamente toccante. Parlo di una in particolare, Un esperimento sociale in cui ognuno aveva un ruolo (ad esempio io ho preso le parti di una ragazza turca di 16 anni con origini musulmane); siamo partiti tutti dalla stessa linea e i professori ci hanno posto una serie di domande su diritti e possibilità quotidiane (ad es. “Puoi permetterti una vacanza ogni anno?”). Se la risposta era affermativa in base al proprio ruolo, si faceva un passo avanti, altrimenti si restava fermi. Al termine delle domande, la distanza fisica tra chi si trovava in testa e chi era rimasto indietro ha reso visibile quanto le condizioni di partenza e il contesto sociale influenzino le opportunità di vita, evidenziando che non tutti godono degli stessi diritti o della stessa stabilità economica. 


Foto di Mariausilia Buffa
E questo è stato l’insegnamento che ho portato a casa, oltre a un sacco con vestiti sporchi e tanti ricordi, tra cui quelli dei vari workshop fatti, in cui abbiamo creato poster, video e pagine Instagram con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sulle varie disuguaglianze mondiali.
Poi c’è stata la giornata a Strasburgo: ci hanno diviso in gruppo e ci hanno dato delle “missioni” (ad es. scattare una foto di un elemento che promuovesse l’inclusione) che abbiamo svolto tra le bellissime stradine, ricche di colori e odori dei vari dolci francesi. Sono state giornate piene di emozioni di cui parlo ancora oggi con i miei compagni, parte fondamentale del mio viaggio.







Valerio Maddaluno -5S1
“L’Erasmus all’Accademia di Otzenhausen è stata per me molto significativa. Ho apprezzato particolarmente gli argomenti trattati durante le attività, che mi hanno fatto riflettere e vedere alcune tematiche con nuovi punti di vista. Allo stesso tempo, conoscere ragazzi provenienti da altri gruppi e realtà diverse dalla mia è stato uno degli aspetti più belli di questa esperienza. Sono incontri e insegnamenti che porterò con me per tutta la vita.”

Giosuè Aprile -4A1
“Un’esperienza al quanto formativa, interessante e divertente allo stesso tempo.
Non potevo chiedere di meglio.”

Lara Morana -4GR1
“Sono sempre stata del parere che siamo il frutto delle esperienze che facciamo e, anche se può sembrare una frase fatta, è vero. Sono partita con l’idea di fare un semplice viaggio studio e sono tornata con una prospettiva completamente diversa su ciò che esiste fuori dai confini del nostro quotidiano. Conoscere culture diverse, confrontarsi e apprendere da chiunque ti sieda accanto è una sensazione bellissima che crea “dipendenza”. Una settimana è poca per stringere legami duraturi, ma sono stati comunque forti e fondamentali per vivere a pieno l’esperienza. Auguro a tutti di poter vivere una settimana all’accademia di Otzenhausen, perché si ritorna una persona diversa. Ora quella malinconia si è trasformata in nostalgia positiva, e so che ripensando a questa avventura rivivrò sempre emozioni forti e vere.”

Per concludere ci tengo a ringraziare le professoresse che ci hanno accompagnato e la scuola che ha permesso questa esperienza; per ultimo ma non per minor importanza volevo ringraziare i miei compagni di viaggio per le risate e il tempo trascorso insieme. 
Vi voglio bene <3

Mariausilia Buffa 4itc1