giovedì 16 aprile 2026

Alla scoperta di Modica

Progetto “Patrimonio culturale e cittadinanza attiva”


8 aprile 2026 – Dopo un ciclo di incontri dedicati all'importanza del patrimonio culturale, noi studenti dell'Archimede abbiamo avuto il privilegio di esplorare i lati più nascosti della nostra città: Modica.

Accompagnati dalla Presidente, Avv. A. Allegria, e dal Vicepresidente Avv. A. Ruta dell’Associazione “Virgilio Failla”, ci siamo incamminati per le vie del centro alla scoperta di luoghi segreti che custodiscono storie ancora poco note. Siamo stati guidati in tutto il percorso dal Prof. Floridia, che ci ha illustrato in modo dettagliato tutti i particolari.

Partendo da Piazza Matteotti, la nostra prima sosta è stata davanti all’edificio dell’ex Sifilicomio. Qui, sulla sommità del prospetto, abbiamo osservato un simbolo dal fascino antico: la Croce dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Questo emblema, una croce bianca a otto punte su fondo rosso, racchiude un profondo significato teologico: le punte simboleggiano le otto Beatitudini e le otto "Lingue" (le origini geografiche) in cui era diviso l’ordine nel Medioevo. Ricordiamo che l’Ordine di Malta, fondato a Gerusalemme intorno al 1050, nacque con la missione di assistere i pellegrini in Terra Santa.

Successivamente, ci siamo spostati verso la Chiesa del Soccorso (storicamente nota come Chiesa dei Santi Maria e Gesù), situata lungo Corso Umberto I. Questo imponente complesso, iniziato nel 1714 e attribuito al celebre architetto Rosario Gagliardi, rappresenta una delle espressioni più mature del Barocco siciliano. Tuttavia, la visita ha fatto emergere riflessioni amare: abbiamo discusso degli errori compiuti dalla Soprintendenza durante i restauri, come la scelta di dipingere la facciata di un discutibile color fucsia, e dello stato di abbandono in cui versa oggi l'edificio, purtroppo chiuso al pubblico e segnato dal degrado.

Attraversando la strada, lo sguardo si è posato sull'edificio dell'ex Istituto Magistrale. Sulle pareti sono ancora visibili "graffiti" e simboli risalenti all'epoca fascista, tra cui alcuni "cappellini" ormai sbiaditi dal tempo. Questa tappa ci ha permesso di riflettere sul valore della conservazione: anche le testimonianze di periodi "bui" della nostra storia vanno preservate. Mantenerle in vita non significa celebrarle, ma proteggere pezzi di memoria che ci aiutano a non dimenticare gli orrori del passato.

Il tour è proseguito verso il Duomo di San Pietro Apostolo, chiesa madre di Modica Bassa e sito UNESCO. Elemento distintivo è la maestosa scalinata adornata dalle statue dei dodici apostoli, i cosiddetti "Santoni". Anche qui, purtroppo, abbiamo notato un intervento di restauro infelice: le colonne in pietra locale sono state ricoperte di stucco bianco, una scelta che ha snaturato l'armonia cromatica e la storicità dell'interno barocco.

Infine, la visita si è conclusa in bellezza presso la chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore, riscoperta solo nel 1987 e considerata la più antica della città. In questo ambiente di circa 45 mq scavato interamente nella roccia calcarea, siamo rimasti incantati dall’abside centrale. Qui campeggia un Cristo Pantocratore racchiuso in una mandorla, circondato da angeli e

iscrizioni in greco e latino. Questo luogo rappresenta il più alto esempio di architettura bizantina nel sud-est siciliano, un vero ponte culturale tra l’Oriente e l’Occidente normanno. Le fosse sepolcrali rinvenute nel pavimento confermano inoltre la doppia funzione, cultuale e cimiteriale, tipica delle chiese rupestri dell’epoca.

Grazie a questa esperienza abbiamo potuto ammirare angoli della nostra città che ci erano del tutto ignoti. Conoscere la vera storia di questi luoghi e comprendere come alcuni siano stati danneggiati da scelte conservative errate, ci ha trasmesso una consapevolezza nuova: la tutela del patrimonio culturale non è solo un dovere istituzionale, ma una responsabilità collettiva per mantenere viva l'identità della nostra comunità.



Angela Cataldi – 5CA1