Tra mito e tragedia: l’Iliade incanta Siracusa.
Il 15 aprile sono stata al Teatro di Siracusa per vedere quella che ancora oggi è una delle opere
più importanti, l’Iliade.
Pensavo che, una volta arrivata lì, non mi avrebbe colpita così tanto; invece è stata una vera
scoperta.
Non ero mai stata a teatro prima: è stata la prima volta in cui ho visto davvero cosa significa Arte,
quella che ti illumina gli occhi.
La bellezza di questo spettacolo non so descriverla a parole; so solo che ero profondamente
commossa. Tutto era curato nei minimi dettagli:
la coordinazione degli artisti, l’intensità delle scene, e soprattutto il tema, ancora oggi così attuale.
la coordinazione degli artisti, l’intensità delle scene, e soprattutto il tema, ancora oggi così attuale.
La guerra, i bambini costretti a viverla, i padri strappati alle loro famiglie per affrontare qualcosa
che nessuno dovrebbe mai conoscere.
Il tutto trattato con delicatezza, ma capace di trasmettere un messaggio forte e deciso.
Questo spettacolo raccontava un mito, l’Iliade di Omero: la forza di un padre che affronta la
perdita di un figlio, che arriva a baciare le mani dell’assassino, e che insieme a lui comprende che
il dolore, in fondo, è lo stesso.
Ed è proprio questo che rende l’Iliade eterna: non parla solo di eroi e battaglie, ma di umanità.
Uscendo dal teatro, ho capito che certe storie non appartengono solo al passato, ma continuano
a vivere dentro di noi, ricordandoci quanto siamo fragili, e allo stesso tempo profondamente
simili.
Marta Spadola - Classe: 4 ITC1


