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lunedì 25 marzo 2024

Storia d'Istituto

L'Illustre storia dell'Archimede

Pubblichiamo il link di un interessante articolo pubblicato su Dialogo dove si parla del nostro Istituto e del grande rilievo socio-culturale ed economico che l'Archimede ha rappresentato per la nostra città fin dal lontano 1867, anno in cui fu formalmente avviato. La sua storia s’intreccia con quella della Città di Modica dall’Unità ad oggi e riassume gli orientamenti culturali e gli ideali politici propugnati dalla borghesia laica e progressista, prevalsa sull’aristocrazia agraria. Nell’Istituto insegnarono docenti di fama europea, che collaborarono al consolidamento della  cultura tecnica e scientifica italiana del secondo Ottocento e del primo Novecento, validi intellettuali della vita culturale italiana: da Serafino Amabile Guastella a Giacomo Albo per citarne solamente alcuni. Nello stesso Istituto si formarono giovani di statura intellettuale europea come i fratelli Grimaldi: Giovanpietro, ordinario di fisica nelle più prestigiose università italiane e Rettore dell’Università di Catania; Clemente, agronomo, autore di un gran numero di pubblicazioni sui problemi dell’agricoltura, e tanti altri studenti "illustri" hanno segnato il percorso del nostro Istituto che da più di 150 anni vanta una brillante carriera di successi e riconoscimenti. 
in foto Serafino Amabile Guastella
Ecco a voi il link che invitiamo a visionare.

https://drive.google.com/file/d/1qR4TsJ9TuaEayUtN_7rtyHxwE521ThNo/view

La redazione

giovedì 4 maggio 2000

#Tempo

Il tempo è qualcosa che scorre e che lascia segni su tutto.
Si può intrappolare come una cavalletta dentro una boccia e lasciarla libera quando si vuole, morta o viva che sia.
Il tempo fa morire, fa nascere, fa innamorare, fa odiare, fa crescere, fa invecchiare, fa gioire, fa rattristire, fa vincere, fa perdere.
Il tempo è uno solo, si fa compagnia con lo spazio, sono due variabili opposte e complementari.
Sono collegate, quando si pensa ad un posto si pensa pure ad un momento.
L’uno, il tutto, è formato dalle variabili e dalle costanti; le variabili: lo spazio e il tempo relativamente variabili, le costanti: noi, relativamente costanti.
Variabili dipendenti dalle costanti e costanti dipendenti dalle varibili, tanto difficile da comprendere, quanto si è vicino alla risposta.
Il tempo è qualcosa di inesistente, potrebbe fermarsi, rallentarsi, velocizzarsi, nessuno se ne accorgerebbe perché si tiene un conto costante e inutile.
Il futuro diventa passato, il presente diventa passato, il passato è passato, il passato non esiste più.
Noi non viviamo nel tempo, il tempo muore e noi non moriamo ogni qualvolta che muore il tempo.
Noi e il tempo viviamo in due dimensioni diverse. Se vogliamo noi possiamo diventare il tempo.


Lupo Nero, IVS2
#Tempo

Questo sostantivo può rievocare ad alcuni il tempo che scorre ossia quello cronologico, ad altri ricorda il tempo meteorologico.
Il tempo può ricordare momenti, episodi, eventi vissuti in passato e rievocare in noi la nostalgia.
Il tempo, inoltre, può essere interpretato in modi differenti riferiti al tempo cronologico. Le persone più tranquille usano la parola tempo per intendere l’immensa quantità di tempo che si ha a disposizione; altre persone, soprattutto quelle più frenetiche e frettolose intendono la parola tempo come se non ne avessero mai abbastanza. 
Spesso, quando mi viene di pensare al “tempo”, mi vengono in mente particolari momenti felici del passato e penso che in tutto questo tempo passato, dalla nascita fino ad ora, molte volte ho sprecato del tempo prezioso. 
Questa parola mi ricorda anche la durata di alcune attività che ho svolto svogliatamente in passato, magari per noia o pigrizia, rendendomi malinconico. Infine un altro significato che posso attribuire al tempo è la vita.
 La vita è fatta da tempo, che deve essere usato in modo appropriato, in modo da non avere rimpianti nel futuro visto che molte volte viene sprecato in attività superficiali.

Antonio Agosta, IVS2