martedì 7 marzo 2023

Caro Dante…

Lettera semiseria a Dante




Immagine tratta dal web
Caro Dante,
ti scrivo perché quest’anno ho avuto il “piacere” di studiarti.
Prima di tutto volevo dirti che se vuoi avere più fans dovresti accorciare la “Divina Commedia”, al giorno d’oggi tutti vanno di fretta e, fidati, nessuno leggerà 15.000 versi.
Chi te l’ha fatto fare di addentrarti in una selva buia e spaventosa? Sarebbero scappati tutti e anche tu, non mentire. Ma a te non è venuto il blocco dello scrittore? Ti vorrei fare un’altra domanda: con tutti i mestieri che c’erano perché hai scelto proprio quello del poeta? Nel 2023 i poeti non arrivano a fine mese, potevi fare il fashion blogger, l’influencer o lo streamer. So che ai tuoi tempi questi mestieri non esistevano nemmeno, anche perché non c’erano i mezzi per farli, ma invece di impiegare più di 15 anni a scrivere la “Divina Commedia” potevi inventare la webcam e fare qualcosa di più produttivo.
Ad ogni modo, il danno è fatto e non si può tornare indietro, ma ciò non vuol dire che ti perdono, potevi scrivere un’opera comica invece di far piangere milioni di studenti. Non hai pensato nemmeno un po’ a noi studenti; te lo dico, hai peccato di egoismo, quindi lascio a te l’onore di scegliere dove recarti nell’inferno. Eri sposato con Gemma Donati e amavi Beatrice. Povera Gemma, invece di scrivere opere su Beatrice potevi dimostrare un po’ più di affetto a tua moglie.
P. S. Le persone che mettono la panna nella carbonara o l’ananas sulla pizza in che girone infernale vanno?
 
Cordiali saluti

 

Mattia Modica – Classe 3^ T1