martedì 27 aprile 2021

La diversità è normalità

La storia di Malika


Immagine tratta dal web
Malika
 Chalhy


Da settimane sui social gira il video di una ragazza di 22 anni di nome Malika che à stata cacciata di casa dai suoi genitori perché omosessuale. Nella società in cui viviamo, infatti, gli omosessuali sono ancora giudicati, ritenuti strani e costretti, a volte, anche a ricevere delle minacce. Vedere quel video fa provare rabbia e paura, sì anche paura perché non è possibile nel 2021 non essere liberi di amare chi si vuole.
“Fai schifo. Sei una vergogna. Meglio avere un figlio drogato perché almeno lui si può curare, tu no. Sei malata. Non ho più una figlia femmina, ho solo un figlio maschio.” Questo è il contenuto di alcuni messaggi vocali che la madre di Malika le ha mandato e che è stato possibile ascoltare durante la puntata del 13 aprile scorso de “Le Iene”. Queste frasi sono sufficienti per far capire quanto anormale sia avere genitori o conoscere persone che la pensano così a proposito dell’omosessualità. Mentre Malika risentiva quei messaggi, i suoi occhi erano pieni di dolore, sconforto e lacrime. I suoi genitori l’hanno cacciata di casa senza neanche darle vestiti, scarpe; tutte le sue cose sono rimaste a casa loro e lei non può neanche andare a prenderle. Malika lavora ma i soldi dello stipendio non le bastano per prendere una casa in affitto, così le sue amiche e la sua ragazza hanno messo a disposizione una camera per lei; lei dorme un po’ qua e un po’ là, inoltre le prestano vestiti e scarpe. Noi pensiamo che ognuno debba essere libero di amare chi vuole e che non si può trattare così una figlia omosessuale. Come se non bastasse, i genitori di Malika le hanno tolto anche la residenza e il loro cognome, come se questa ragazza fosse nata dal nulla. Se una persona ama un’altra persona del suo stesso sesso non ha nessuna colpa e non si può considerare “malata”. Inoltre, la cosa che fa più “ridere” è che le persone che si dichiarano omosessuali, fino al giorno prima vengono considerate persone “normali” come tutte. E allora viene da chiedersi: “Cosa è cambiato?” Si tratta della stessa persona, cosa c’è di diverso? La storia di Malika ha inoltre riacceso il dibattito intorno al Ddl Zan contro l’omotransfobia, in questo momento bloccato al Senato, che prevede misure per prevenire e contrastare la discriminazione e la violenza dovuti non solo all’orientamento sessuale ma anche alla disabilità. Se si vuole cambiare, se vi vuole veramente tutelare queste persone, bisogna agire adesso perché è inammissibile che nel 2021 una ragazza come Malika sia costretta a combattere per amore e che si consideri ancora l’omosessualità una malattia.
 

 

                                                                         Virginia Modica e Beatrice Sammito - Classe 3^ GR1