mercoledì 4 maggio 2016

Racconti di popoli

La settimana santa a Ispica: un fascino che cattura tutte le generazioni
I Riti della Settimana Santa di Ispica (RG) sono organizzati dalle due principali confraternite storiche del paese, quella di Santa Maria Maggiore, detta dei Cavari (di colore rosso) e quella della Santissima Annunziata, detta dei Nunziatari (di colore azzurro). Il ciclo di festività si apre con l’ultimo Venerdì di Quaresima e con la Domenica delle Palme, per culminare con i Riti del Giovedì Santo, del Venerdì Santo e della Pasqua. Le  innumerevoli manifestazioni sono costituite da processioni e vere e proprie sacre rappresentazioni rifacentisi a riti antichi già praticati nel XVII secolo, i quali rivestono una doppia valenza, sia mistico-religiosa che popolare, attraverso i loro più salienti e riconoscibili tratti iconografici.

I bambini del secondo dopoguerra

Una vita già da grandi
I nostri nonni da piccoli vivevano in un ambiente totalmente diverso dal nostro.
Dovevano partecipare, già da bambini, alle mansioni lavorative della casa e spesso dovevano aiutare i propri genitori nella loro attività, di agricoltori o di allevatori.
Per mia nonna, Vincenza classe 1945, come per tutti i bambini di quella generazione, era molto difficile andare a scuola e imparare poiché il dopoguerra era un periodo di crisi, si pensava solamente a lavorare e a cercare di guadagnarsi il pane: mia nonna è andata a scuola solamente fino alla terza elementare.

lunedì 2 maggio 2016

Intervista a Padre Giovanni Stracquadanio

Storia di un giovane rivoluzionario diventato sacerdote


Padre Giovanni Stracquadanio, parroco della chiesa Madre di San Giorgio, ci racconta come è arrivato alla vocazione.
Tutto è iniziato dalla lettura di un libro che ha cambiato la sua vita. "Ero un giovane rivoluzionario contro tutto e contro tutti, ero il primo a protestare in tutti gli ambiti della società civile e religiosa. Tanti perché si agitavano nella mia mente senza trovare risposta: perché tante ingiustizie, tanta disuguaglianza, tanta prepotenza dei ricchi verso i deboli? Perché la sofferenza di tanti innocenti?”.
“Posso dire -continua padre Giovanni- che la lettura di quel libro mi ha fatto riscoprire un Dio diverso da come lo pensavo, un Dio che mi amava da sempre in maniera infinita e immaginabile.
Allora mi sono subito chiesto cosa fare per ricambiare, ho deciso di sceglierlo come il tutto della mia vita”.

Racconti di guerra

Rosario Assenza: “Ancora oggi negli occhi la disperazione di mia madre”

Rosario Assenza, classe 1920. Quando è scoppiata la seconda guerra mondiale  egli aveva 19 anni. Ha capito che era grave, e che poteva coinvolgere la famiglia, quando ha visto le lacrime di sua madre. Quando pensa  alla disperazione della madre in quei giorni, l’emozione sul suo viso diventa forte ed evidente.

Orizzonti di cambiamento

La conquista della libertà… 

Ghandi diceva: "Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo ". Una frase breve ma che racchiude un grande significato.
Ghandi affermava che bisogna agire, fare, cambiare e parlare di agire, di fare e di cambiare.
Sono dell'opinione che è importante il momento di parlare.  Parlare serve a trasmettere qualcosa agli altri, ma se in fondo non c'è niente di concreto l'energia utilizzata per parlare rimane un' energia sprecata.
Io odio le persone che si lamentano dello stato in cui vivono, ma non provano a cambiare le cose; non pretendo che cambi l'intero sistema che non funziona ma almeno il minimo, cioè bisognerebbe cambiare se stessi.

Tecnologia sì ma con responsabilità


Giovani schiavi della tecnologia

I ragazzi oggi sono  ostaggi della tecnologia e si allontanano sempre più dalla realtà e si isolano in un mondo tutto loro. Ormai il cellulare è diventato essenziale, un oggetto di cui non si può fare a meno neanche per qualche minuto. Senza, ci si sente persi. Esclusi dal mondo.
Questa dipendenza causa peggioramenti a livello scolastico perché innesca forme di distrazione dalle quali non  si riesce a liberarsi. 

Alla casa Don Puglisi

Una merenda insolita

Aperta il 26 ottobre del 1990 al Castello e dal 1997 ubicata nei locali del Seminario in via Carlo Papa 14, la Casa Don Puglisi ospita donne e minori in difficoltà, accomunati dagli stessi problemi.
Nei giorni  insieme alla professoressa di religione Donata  Militello alcuni ragazzi siamo stati a visitare la casa e anziché passare un solito pomeriggio a casa o in giro con gli amici siamo stati a contatto con una realtà per certi aspetti  simile, ma allo stesso tempo diversa dalla nostra.