lunedì 2 maggio 2016

Intervista a Padre Giovanni Stracquadanio

Storia di un giovane rivoluzionario diventato sacerdote


Padre Giovanni Stracquadanio, parroco della chiesa Madre di San Giorgio, ci racconta come è arrivato alla vocazione.
Tutto è iniziato dalla lettura di un libro che ha cambiato la sua vita. "Ero un giovane rivoluzionario contro tutto e contro tutti, ero il primo a protestare in tutti gli ambiti della società civile e religiosa. Tanti perché si agitavano nella mia mente senza trovare risposta: perché tante ingiustizie, tanta disuguaglianza, tanta prepotenza dei ricchi verso i deboli? Perché la sofferenza di tanti innocenti?”.
“Posso dire -continua padre Giovanni- che la lettura di quel libro mi ha fatto riscoprire un Dio diverso da come lo pensavo, un Dio che mi amava da sempre in maniera infinita e immaginabile.
Allora mi sono subito chiesto cosa fare per ricambiare, ho deciso di sceglierlo come il tutto della mia vita”.

Racconti di guerra

Rosario Assenza: “Ancora oggi negli occhi la disperazione di mia madre”

Rosario Assenza, classe 1920. Quando è scoppiata la seconda guerra mondiale  egli aveva 19 anni. Ha capito che era grave, e che poteva coinvolgere la famiglia, quando ha visto le lacrime di sua madre. Quando pensa  alla disperazione della madre in quei giorni, l’emozione sul suo viso diventa forte ed evidente.

Orizzonti di cambiamento

La conquista della libertà… 

Ghandi diceva: "Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo ". Una frase breve ma che racchiude un grande significato.
Ghandi affermava che bisogna agire, fare, cambiare e parlare di agire, di fare e di cambiare.
Sono dell'opinione che è importante il momento di parlare.  Parlare serve a trasmettere qualcosa agli altri, ma se in fondo non c'è niente di concreto l'energia utilizzata per parlare rimane un' energia sprecata.
Io odio le persone che si lamentano dello stato in cui vivono, ma non provano a cambiare le cose; non pretendo che cambi l'intero sistema che non funziona ma almeno il minimo, cioè bisognerebbe cambiare se stessi.

Tecnologia sì ma con responsabilità


Giovani schiavi della tecnologia

I ragazzi oggi sono  ostaggi della tecnologia e si allontanano sempre più dalla realtà e si isolano in un mondo tutto loro. Ormai il cellulare è diventato essenziale, un oggetto di cui non si può fare a meno neanche per qualche minuto. Senza, ci si sente persi. Esclusi dal mondo.
Questa dipendenza causa peggioramenti a livello scolastico perché innesca forme di distrazione dalle quali non  si riesce a liberarsi. 

Alla casa Don Puglisi

Una merenda insolita

Aperta il 26 ottobre del 1990 al Castello e dal 1997 ubicata nei locali del Seminario in via Carlo Papa 14, la Casa Don Puglisi ospita donne e minori in difficoltà, accomunati dagli stessi problemi.
Nei giorni  insieme alla professoressa di religione Donata  Militello alcuni ragazzi siamo stati a visitare la casa e anziché passare un solito pomeriggio a casa o in giro con gli amici siamo stati a contatto con una realtà per certi aspetti  simile, ma allo stesso tempo diversa dalla nostra.

Un film di Giulio Manfredonia

Si può fare. Un messaggio in un film

Nel mese di marzo noi alunni delle classi quarte dell’ITS Archimede siamo stati invitati dal dipartimento della salute mentale alla visione del film “Si può fare” diretto nel 2008 da Giulio Manfredonia.
Questo film parlava di persone con disturbi mentali che hanno finalmente l' occasione di fare qualcosa di bello atraverso il lavoro. Sono persone con problemi che vengono imbottite di farmaci a volte senza reale necessità.

L'italiano e le donne

La nostra lingua è maschilista?

La lingua è il mezzo che noi esseri umani utilizziamo per comunicare, comprendere ed esprimere tutte le nostre affermazioni.
Tuttavia, la nostra lingua può essere inadeguata, poiché lascia spazio al principio dell'inferiorità della donna.
La parola uomo indica l'essere umano di genere maschile; al contrario, la parola donna indica l'essere umano di genere femminile. Quando si indica il “genere umano” in generale, si è soliti utilizzare il sostantivo “uomo” , nel  quale è compresa anche la donna.