La ricchezza prodotta dalle
risorse turistiche: un confronto tra Italia e Francia
mercoledì 4 maggio 2016
Cittadini onesti crescono
Anche
l’Archimede all’iniziativa per la
legalità “Voci del verbo furbare”
Un pomeriggio di
confronto con le regole. Le classi 5s1 e
5s2 del’Istituto Commerciale Archimede di Modica si sono recate al Cineplex di
Ragusa per seguire la videoconferenza di Gherardo Colombo, organizzata
dall’associazione “Sulle Regole”(di cui esso è uno dei fondatori), presentata
da Elio (di Elio e le storie tese).
L’evento di quest’anno aveva per titolo “voci del verbo
furbare” e si riferiva ai fenomeni di corruzione e clientelismo da cui è
affetta non solo la politica, ma tutta la società italiana.
Un laboratorio goloso
La fabbrica di
cioccolato dell’Archimede
Ogni anno da alcuni anni la scuola Archimede propone agli alunni l’attività della riproduzione della cioccolata modicana, con la finalità di comprendere come si lavora all’interno di un’azienda.
Questa occasione, per gli alunni del primo anno come noi, ha dato la possibilità non solo di capire la divisione del lavoro all’interno di un’attività aziendale, ma anche di riprodurre il cioccolato nelle nostre case utilizzando prodotti delle nostre terre.
Questa occasione, per gli alunni del primo anno come noi, ha dato la possibilità non solo di capire la divisione del lavoro all’interno di un’attività aziendale, ma anche di riprodurre il cioccolato nelle nostre case utilizzando prodotti delle nostre terre.
Ad
ognuno di noi spettava un compito. C’era chi cucinava, chi si occupava del
design della confezione e chi scattava foto e realizzava video.
Tutti
gli alunni hanno contribuito all’acquisto degli ingredienti quali zucchero,
pasta amara e le varie spezie come la cannella, il caffè, la vaniglia e il peperoncino.
Il
professore Tripodi ha offerto la sua disponibilità e ci ha mostrato gli
strumenti ereditati dai suoi parenti per preparare l’impasto come la pentola,
il cucchiaio di legno e i recipienti dove avremmo sbattuto la cioccolata.
La
prima fase della lavorazione consiste nello sciogliere la pasta amara a
bagnomaria fino allo scioglimento di tutto l’impasto cui successivamente
avremmo aggiunto lo zucchero.
In corsia
Salvare
la vita per mestiere
Roberto Frasca, 44 anni. Infermiere, lavora a Ragusa nel reparto di rianimazione e al 118. Ha iniziato a lavorare nel 1992, ben 23 anni di lavoro, dopo il diploma in scienze infermieristiche. La cosa che lo appassiona di più è il contatto con gente che ha bisogno di aiuto e con persone che stanno male. “Grazie al mio lavoro posso dare loro conforto, cercando di capire in che modo devo migliorare la loro salute”, spiega l’infermiere.
“Inoltre -aggiunge- il mio lavoro influenza la mia vita quotidiana, perché tutti i giorni lavoro. Spesso vengo chiamato nelle case della gente per curarle, anche quando sono a casa, qualunque cosa io stia facendo devo lasciare perdere e andare a lavoro”. Il reparto in cui svolge il suo lavoro è proprio il luogo in cui si ha in mano la vita altrui.
“Inoltre -aggiunge- il mio lavoro influenza la mia vita quotidiana, perché tutti i giorni lavoro. Spesso vengo chiamato nelle case della gente per curarle, anche quando sono a casa, qualunque cosa io stia facendo devo lasciare perdere e andare a lavoro”. Il reparto in cui svolge il suo lavoro è proprio il luogo in cui si ha in mano la vita altrui.
Scorci
Vita
nei campi prima del trattore
Ho
espresso a mio nonno, Giovanni classe 1944, il desiderio di
intervistarlo convinto che mi avesse detto di no. Invece è stato
contento perché gli piace raccontare e soprattutto ricordare i
momenti di quando era piccolo. Ci siamo seduti l’uno accanto
all’altro, io ho iniziato con le mie domande e lui ha raccontato
nei minimi dettagli la vita nei campi quando non c’erano i
trattori.
“Quando
ero piccolo - racconta mio nonno - non sapevo, anzi, non avrei mai
potuto immaginare che un giorno sarebbero stati creati dei mezzi che
avrebbero sostituito l’asino con l’aratro. L’aratro era una
lama che entrava sotto terra scavando e rivoltando la terra; era
messo sull’asino grazie a due legni che gli venivano legati con una
corda che passava sul basto.
Quattro chiacchere con il nonno
Vite
d’altri tempi

1) Come hai vissuto l'adolescenza?
-La mia adolescenza sappi che non è come la tua in questo momento, adesso voi andate a scuola, vi divertite il sabato sera e tante altre belle cose: io alla vostra età andavo a lavorare nei campi, o comunque lavoravo. A quei tempi c'era bisogno di lavorare sodo per sopravvivere in famiglia. Con gli amici ci vedevamo mentre lavoravamo, mentre la scuola si frequentava fino alle elementari perché per proseguire gli studi ci volevano troppi soldi.
Intervista ad un giovane volontario
“Il mio impegno per l’associazione Crisci Ranni”
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