mercoledì 4 maggio 2016

Quattro chiacchere con il nonno

Vite d’altri tempi


1) Come hai vissuto l'adolescenza?
-La mia adolescenza sappi che non è come la tua in questo momento, adesso voi andate a scuola, vi divertite il sabato sera e tante altre belle cose: io alla vostra età andavo a lavorare nei campi, o comunque lavoravo. A quei tempi c'era bisogno di lavorare sodo per sopravvivere in famiglia. Con gli amici ci vedevamo mentre lavoravamo, mentre la scuola si frequentava fino alle elementari perché per proseguire gli studi ci volevano troppi soldi.

Intervista ad un giovane volontario

“Il mio impegno per l’associazione Crisci Ranni”
Ieri pomeriggio mi sono recata all'associazione “Crisci ranni” e ho intervistato Fabio, un ragazzo che fa volontariato lì. Mi ha raccontato che l’associazione è nata negli anni 90 da un gruppo di persone della Caritas che voleva aiutare le ragazze madri presenti a Modica. Vivendo una dimensione di fede forte, i volontari con la Caritas di Modica decisero di fondare una casa di accoglienza per ragazze madri che vivono con delle difficoltà: successivamente ci si prese cura anche dei bambini presso la Casa Don Puglisi assieme ad assistenti sociali.

Storie

Dalla trottola al lavoro nei campi: la mia vita nella campagna modicana

Mio nonno,  Rosario 74 anni, mi racconta spesso della sua  infanzia e della sua giovinezza. Gli brillano gli occhi quando  ricorda di  quando era  piccolo  e gli piaceva giocare  con gli altri bambini o compagni di scuola per intere giornate senza mai stancarsi.   Giocavano all’aria aperta andando per i campi o arrampicandosi sugli alberi.

Storie di donne

Un confronto con la nonna

Ti ricordi qualcosa della guerra?
Quando sentivo le sirene aeree, io e la mia famiglia andavamo a proteggerci dentro delle grotte, e restavamo lì dentro per ore intere nei pressi di Santa Rosalia (contrada di Modica). Avevo 5 anni. Non ricordo nient’altro.

La forza di ricominciare

La guerra e la rinascita a nuova vita
Ascoltare ogni singola vicenda raccontata dai quei pochi testimoni che sono ancora in vita, o che l’hanno vissuta in un qualche modo, ci fa capire i sacrifici che ognuno di loro ha affrontato. Tanto più quando si è dovuta combattere la propria battaglia per la sopravvivenza ai tempi di un conflitto mondiale. Se oggi viviamo in una nazione libera in parte è anche merito loro. Secondo il racconto di Rosaria, modicana, classe 1932, la guerra inizia nel 1942 quando era piccola;  aveva solamente 10 anni e quel poco che ricorda lo racconta come se lo stesse ancora vivendo.

Intervista a Michele Maltese, campione di cross country

Vita da campione

Michele Maltese è un ragazzo di appena 15 anni dal gran talento per l’atletica. L’ultimo traguardo importante il 15 marzo 2015, giorno in cui vince a Fiuggi  i campionati italiani cadetti di corsa campestre di 2800 m, con il tempo di 9 minuti e 46 secondi.
Era da 10 anni che un atleta siciliano non riusciva a vincere il titolo nazionale di cross . Noi lo abbiamo intervistato per farci raccontare le sue emozioni in merito a questa impresa.
Ciao Michele complimenti per questa  vittoria , ma partiamo con ordine quando hai iniziato a fare atletica?
<<Ho iniziato a fare atletica a scuola perché c’era la corsa campestre e quindi l’ho voluta fare per provarla, da lì poi ho fatto la fase provinciale e sono arrivato 5°, poi la fase sempre provinciale dei 1000 e sono arrivato primo da quel giorno mi innamorai di questo sport ed ho iniziato a praticarlo>>

Testimonianze

Giovanna Terranova: “Il mio ricordo della guerra”

Giovanna Terranova, 90 anni ricorda ancora lucidamente quando iniziò la seconda guerra mondiale. 
Lei aveva 19 anni e si era sposata da pochi mesi e questo avvenimento gli cambiò la vita.
Quando chiediamo cosa è cambiato nella sua vita dopo l’inizio della guerra, con un’espressione triste e con occhi ludici ci ha risposto:
<<Nella nostra famiglia, quando iniziò la guerra, molte cose cambiarono perché mio marito dovette partire per il fronte ed io rimasi da sola con un bambino di pochi giorni. La vita non era più la stessa e si viveva nella paura.